CHANEL NEWS

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ESPOSIZIONE “CULTURE CHANEL”
di YI ZHOU

Shanghai 2011. Nella nuova società cinese multiculturale globalizzata, i cittadini cinesi hanno la possibilità di comprendere meglio il "branding", i marchi e la storia che vi sta dietro, grazie a mostre culturali come "Culture Chanel", da poco inaugurata a Shanghai. Il pomeriggio del vernissage ho preso un té verde con latte a People's square e sono passata dal museo di Shanghai - alla Biennale di Shanghai ci sono ancora i miei video -, poi finalmente sono arrivata al MoCA. (Foto 1, clicca qui per vedere tutte le immagini in una nuova finestra)

La mostra inizia con un’opera di Karl Lagerfeld che interpreta l'infanzia di Gabrielle Chanel trascorsa nell'orfanotrofio di Aubazine (Corrèze), in Francia. Gli elementi propri dell'architettura del Convento e l’abbigliamento monacale hanno ispirato l'immaginazione di Coco Chanel e il suo futuro stile. (Foto 2)

La mostra è curata da Jean-Louis Froment: tutti i piedistalli in plexiglass trasparenti sono stati realizzati in Francia e spediti in Cina appositamente per gli allestimenti di "Culture Chanel". I piedistalli valorizzano la bellezza delle opere di Gabrielle Chanel e di Karl Lagerfeld tra dipinti e sculture moderne. Quello che mi piace è che ogni elemento strutturale è protetto da un elemento plastico, ciò dimostra come ogni parte dell'esposizione sia importante tanto quanto l'arte in essa contenuta. (Foto 3)

Chanel News mi ha chiesto di farmi una foto all'esposizione con la mia “Leica”. (Foto 4)

La camelia è di sicuro il simbolo che da sempre definisce la Maison Chanel. Si dice che Gabrielle Chanel si fosse molto commossa durante l’interpretazione di Sarah Berhardt ne "La Signora delle Camelie" di Alexander Dumas. (Foto 5)

Si dice anche che Gabrielle Chanel si fosse ispirata ai “dandies”, tra i quali Marcel Proust che portava una camelia appuntata alla giacca.
Anonimo
Marcel Proust nel giardino di Reynaldo Hahn 1905
Collezione Snark/ Art Resource, New York (USA) (Foto 6)

Una splendida fotografia di Olga Picasso con Jean Cocteau e Pablo Picasso: entrambi gli artisti erano amici intimi della couturiere.
Anonimo
Jean Cocteau, Pablo Picasso, Igor Stravinsky ed Olga Picasso a Juan-les-Pins (Francia)
Stampa originale 1925
Collezione Fondazione Paul Sacher, Collezione Igor Stravinsky, Bâle (Svizzera) (Foto 7)

La sera abbiamo indossato abiti Haute Couture per assistere all'apertura del MoCA. Per l'occasione ho invitato Paul Andreu, un architetto francese che all'età di 29 anni disegnò il Terminal 1 dell'aeroporto Roissy a Parigi e che contribuì anche a numerosi ed importanti progetti architettonici in Cina. Paul Andreu era a Shanghai per la sua mostra di disegni, quindi è stata un'occasione perfetta per riunirci al MoCA e celebrare l'esposizione "Culture Chanel". (Foto 8)

Infine sono tornata a casa e ho aperto il catalogo "Culture Chanel". È un libro gigantesco di 400 pagine, creato con 5 tipi diversi di magnifica carta stampata a Beijing. Dopo un giorno così esaltante, è venuto il momento di chiudere le mie valigie e prepararmi alla partenza per Park City, dove la mia ultima animazione 3D "The Greatness" concorrerà al Sundance Film Festival. (Foto 9)

http://culture.chanel.com/

'DARK SIDE OF THE MOON'
THE HIDDEN FACE OF BYZANTIUM
DI MICHEL GAUBERT

Artista: Pink Floyd
Titolo: The Great Gig In The Sky (Written by Rick Wright)
Album: The Dark Side Of The Moon
Casa Discografica: Capitol

Il 7 dicembre, Karl Lagerfeld ha lasciato all’Imperatrice bizantina Teodora il compito di riceverci al Salon di rue Cambon, allestito a costituire la scenografia dello show.

Pareti con arazzi dorati, mosaici dipinti, poufs e tende di perle, fragranze di fiori d'arancio e menta fresca... Questi sono solo alcuni degli elementi che l’Imperatrice ha scelto con cura per allestire il decoro della collezione Paris-Byzance.

Altoparlanti nascosti da arazzi diffondono le note struggenti di "Dark Side Of The Moon" dei Pink Floyd, una delle sue band preferite.

Nel XVII secolo l’Imperatrice adorava Lully, Mozart la divertiva nel XVIII, nel XIX cedette al fascino di Saint-Saëns e Debussy, ma tra tutte le esperienze musicali mescolate con un tocco d'Oriente, è il viaggio psichedelico dei Pink Floyd che vince, affascinandola con l'idea di un viaggio interiore senza limiti né frontiere, quando l'alta fedeltà era una questione di acustica e nulla di più.

Il risultato è un mosaico musicale che coniuga perfettamente i ricami Bizantini e unisce Costantinopoli e Parigi con percorsi celestiali che danno alle modelle l'impressione di camminare con i loro tacchi arabescati su cuscini d'aria.

Teodora approva quando Freja chiude lo show sulle note di "The Great Gig In the Sky", aprendo la strada all’uscita finale di questa collezione che rende omaggio al “savoir faire” degli artigiani dei Métiers d'Art.

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