CHANEL NEWS

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BACKSTAGE

Haute Couture Autunno-Inverno 2012/13

Foto di Benoît Peverelli

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fittings

PROVE

Haute Couture Autunno-Inverno 2012/13

Foto di Benoit Peverelli

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HAUTE COUTURE AUTUNNO-INVERNO 2012/13
DI ELISABETH QUIN

Chanel, Collezione Haute Couture, ispirazione New Vintage.

Rivoluzione al Grand Palais! Questa imponente costruzione in vetro di 1200 metri quadrati fu inaugurata in occasione dell’Esposizione Universale del 1900 (all’epoca, Coco Chanel aveva 17 anni e viveva ancora nell’abbazia cistercense di Aubazine a Corrèze, ma era già molto abile con l’ago). Poiché il Salon d’Honneur del Grand Palais non veniva utilizzato da un secolo, Karl Lagerfeld è stato felice di poter rivelare questo tesoro segreto, trasformandolo per l’occasione in un fantasmagorico giardino urbano. Poltroncine bianche di vimini, muri grigio chiaro, pavimenti antracite, limonata, tartine ed un cielo trompe-l’œil sul soffitto creano un’atmosfera romantica, vecchio stile e meravigliosamente “urbana”. È la rinascita di un mondo proustiano o alla Thomas Mann, un mondo di sogno.

I colori della collezione completano il quadro. Troviamo nouances di rosa e di grigio che si ispirano chiaramente alla tavolozza di Marie Laurencin, rendendo impossibile non associare la collezione ai suoi dipinti tra i quali “La jeune femme à l’écharpe”, “La femme au foulard”, “Domenica” o ancora “Les Biches”. Le ultime due tele sono conservate al Musée de l’Orangerie. Le silhouettes morbide e slanciate e il fluire dello chiffon ricordano una femminilità delicata ed eterea - alla quale l’androginia cara a Coco Chanel impedisce di cadere nel sentimentalismo – e sono conferma di una modernità audace.
Cos’è il New Vintage, questo ossimoro che diverte Karl Lagerfeld?

È un modo per raccontare la storicità della Maison attraverso una collezione che richiama con maestria il primo decennio del ‘900: un colletto alla Peter Pan in organza bianca e un abito svasato in velluto nero sono un omaggio a Colette; l’ispirazione agli anni Venti si riconosce nella vita bassa, nei fianchi stretti, nelle linee rigorose e nell’amore per il lamé; il richiamo agli anni Sessanta si esprime attraverso l’audacia cromatica, decisamente pop, come il rosa “bubblegum” di un abito mozzafiato o il giallo canarino; simbolo degli anni Settanta, i pantaloni a zampa e le ampie camicie con ascot, le cinture borchiate, le gandouras in stile chic gitano con profonde scollature a V e le schiene nude fino ai fianchi (davvero rare per Chanel); e poi l’epoca del glitter dell’inizio degli anni Ottanta, con i collant iridescenti.

Un susseguirsi di rimandi in una collezione magnifica e coerente, che vale ben un ossimoro in questi tempi di crisi: una collezione lussuosamente semplice. Perché se la silhouette è lineare, senza ostentazioni o stravaganze, senza bijoux o accessori, fatta eccezione per le lunghe maniche di pelle sottilissima – prezioso tocco gotico – i materiali e i dettagli sono incredibilmente opulenti e lussuosi.

I ricami impreziosiscono sofisticati abiti a motivi d’angora, micro-tubes rosa perla, top luccicanti di strass e tulle decorato con fiorellini di trifoglio. Composizioni eteree di piume create da Lemarié rendono indimenticabili un lungo mantello di impalpabile tulle bianco ricamato con piume sottili a forma di cuore e uno straordinario abito da sposa con la gonna e il colletto alto entrambi di piume. Gli abiti da sera sono ricamati con nastri di chiffon punteggiati di camelie rosa pallido. Tweed ricamati, incredibilmente morbidi, danno vita a meravigliose giacche da sera con maniche a 3/4, a tailleur neri e bianchi e ad un robe-manteau nero, opaco e lucido nello stesso tempo. Infine, lamé blu-rosa e grigio-rosa che sfumano gradualmente dal blu verso un tramonto color melograno e dal grigio ad una splendida alba rosa, direttamente dalla tavolozza di... Marie Laurencin.

Nel 1922, due anni prima che Laurencin dipingesse il suo “Biches”, Marc Proust morì. “Le mode cambiano, essendo nate esse stesse dal bisogno di cambiamento”, come si legge in “A l’ombre des jeunes filles en fleurs”.

Chanel e il New Vintage, in altre parole il tempo ritrovato!

Foto di Olivier Saillant

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