CHANEL NEWS

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By Karl
ELLE AMERICA

Un servizio fotografico per il numero di Maggio 2009 di ELLE America. Protagonista l'attrice e cantante francese Nora Arnezeder

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IL TRIBECA FILM FESTIVAL 2009

La quarta cena annuale organizzata da Chanel presso il ristorante Odeon di New York in onore dell’ “Artist Program”

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LA MAISON LESAGE

Una tra le più autorevoli istituzioni della Couture parigina.

Sin da quando la sua azienda entrò a far parte della famiglia Chanel nel 2002, François Lesage ha comunque mantenuto la sua posizione di fornitore principale per tutti i grandi nomi della moda. Per Karl Lagerfeld è stato un partner insostituibile, lo ha sempre ammirato per "la sua intelligenza, cultura e creatività", ed ogni stagione gli consegna gli schizzi e le idee su cui basa il suo lavoro.

La storia di Lesage inizia nel 1858, quando Charles Frederick Worth aprì la sua Maison di moda haute couture e iniziò a collaborare con il prodigioso ricamatore Michonet Albert, il cui atelier fu acquistato da Albert e Marie-Louise Lesage nel 1924. Questo fu per Lesage l'inizio di un periodo di stretta e proficua collaborazione con i nomi più conosciuti del tempo.

Nel 1949, alla morte di suo padre, François Lesage assume la gestione della società alla giovane età di 20 anni. Per 50 anni ha sapientemente unito le competenze di un savoir-faire tradizionale con i requisiti pionieristici che caratterizzano la nuova generazione dei couturiers.

Per ogni collezione di abiti haute couture, François Lesage e la sua équipe di stilisti e ricamatori creano un centinaio di nuovi ricami, che vanno ad aggiungersi ai circa quarantamila campioni creati fin dal 1858 e che oggi sono diventati fonte d'ispirazione per molti stilisti.

Primo piano e dettagli di un ricamo creato da Chanel per l'ultima collezione Haute Couture Primavera- Estate.

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24 ORE CON FREIDA PINTO

Dopo il successo riscosso con il film Slumdog Millionaire, la giovane attrice indiana ha incontrato Karl Lagerfeld, ed è stata invitata sia alla sfilata della collezione Prêt-à-Porter, che al successivo evento nel salone Haute Couture...

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MADEMOISELLE

"Un libro fotografico di Douglas Kirkland su Coco Chanel durante l'estate del 1962.
Introduzione di Karl Lagerfeld. Edizioni Steidl."

Karl Lagerfeld:

Douglas Kirkland indaga attraverso le immagini un passato a noi sconosciuto, che senza la sua interpretazione sarebbe fuori della nostra portata. Attimi che sembravano perduti per sempre ritornano in modo autentico, attraverso il recupero di alcuni “moments privilegiés”. Conoscevamo la storia di Chanel solo vagamente, ma ora tutto è più chiaro, ci sentiamo coinvolti in qualcosa che prima sembrava assolutamente distante. Diventiamo così i testimoni di un potere perduto nell’inusuale mondo della moda. La realtà ha subito gli effetti del tempo, ma queste immagini non si sono sbiadite.
Possiamo vederle come se fossero una suggestione dei brevi momenti di felicità (vogliamo credere che siano stati felici) durante l'estate, ormai verso la fine della sua vita. C'è un fascino profondo ed intimo nelle foto di Douglas Kirkland in "Mademoiselle". Ha rimosso dalla sua immagine tutti i suoi tormenti e gli aspetti negativi che la fantasia popolare ha attribuito a Chanel. Si tratta quindi di un ridimensionamento di tutti i luoghi comuni su Coco Chanel per un immediata rivalutazione, che suscita simpatia e allegria.
Vista da Douglas Kirkland, non è più una donna anziana. I personaggi famosi non sono giudicati per come sono, ma per ciò che sono.
Il tempo stava per scadere, ma come T.S. Eliot dice nella poesia "If Time and Space as Sages say”:

“To live a century?
The butterfly that lives a day
Has lived eternity”.

Aveva ancora quasi 9 anni da vivere.
Guardando l’obbiettivo di questo bel giovane americano sembra dire: tutto quello che mi hai dato, anche fosse solo un sorriso, non te lo puoi riprendere. Posso conservarlo come un tesoro per sempre.
L'estate del ‘62 fu, in un certo senso, la sua ultima estate come regina della moda. I jeans e le minigonne erano già in procinto di invadere il mondo. Manifestando apertamente il suo dissenso per la nuova moda che stava arrivando, venne classificata subito nella posizione dell' “oracolo tramontato” dello stile e della moda.
Gli anni a venire furono offuscati da tristezza ed amarezza. Furono gli anni del rispetto, dell'omaggio (una parola amata dai francesi) e di tutti quei segni evidenti che indicano che il tuo tempo è finito. La parola "vintage" non era ancora stata inventata. Improvvisamente nessuno era più interessato al passato. Il futurismo infantile (visto ciò che il mondo divenne alla fine) fu nella moda il passo successivo.
Il nome di Chanel poteva farsi strada nel nuovo panorama delle aziende della moda solo disgiunto dalla persona di Mademoiselle. Per questo il suo nome fu il primo a rinascere in qualità di marchio, e negli anni ne seguirono molti altri.
All’improvviso, durante le settimane del Luglio 1962, un ragazzo americano la riportò indietro nel tempo grazie al suo sorriso, così irresistibilmente “black-sun”. Lei non fece mai grandi sforzi per le donne, ma questo giovane uomo era un bersaglio perfetto per provare per l'ultima volta i suoi poteri di seduzione, una volta famosi. Non esiste quasi nessuna foto - nemmeno da giovane - con un sorriso così accattivante, con un’espressione così luminosa.
Durante il lavoro si trasformava in un'altra persona, lo sguardo più serio di quanto il lavoro richiedesse. Ricordiamo la foto della famosa prova del giro manica, ci sono anche piacevoli momenti di complicità con alcuni modelli che la ritraggono in modo affascinante, condiscendente, niente a che fare con la spontaneità del suo sorriso senza età quando guarda la macchina fotografica di Kirkland.
Dichiarando al mondo di aver inventato tutto, si era trasformata nella donna moderna che all'improvviso odia la modernità. Tutti gli altri couturiers, alcuni dei quali influenti quanto lei nei primi 40 anni del XX secolo, sono stati improvvisamente dimenticati. Erano uomini e donne che non potevano competere con il fascino e la bellezza di Coco.
Le immagini raccolte da Kirkland sono delle prove tangibili della verità e dei fatti. Attraverso le immagini di Douglas possiamo immaginare ciò che la famosa Coco era stata prima di diventare la formidabile Chanel, la versione femminile della statua del Commendatore nell'opera di Mozart "Don Giovanni ", indossando l'uniforme che aveva inventato come se fosse una corazza inscalfibile...

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FASTI DI CORTE E CERIMONIE REGALI

Abito di corte Europeo1650-1800 al Castello di Versailles

Per la prima volta, è stata dedicata una mostra alla moda delle grandi monarchie europee dal XVII fino al XIX secolo. Presentata in esclusiva nel Palazzo di Versailles, la mostra riunisce più di 200 opere: insegne regali e abiti da cerimonia, gioielli e gemme, così come dipinti raffiguranti scene di corte. "L'età d'oro del costume di corte fu sotto Luigi XIV", spiega Karl Lagerfeld, "Versailles è quindi il luogo ideale per mostrare una moda e uno stile di vita impossibili da immaginare oggi."

Questa mostra, realizzata con il patrocinio della Maison Chanel, si terrà fino al 28 Giugno 2009.

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JERRY HALL

Intervista a Karl Lagerfeld

Perché avete scelto Jerry Hall per questa campagna accessori Primavera-Estate 2009?
KL: Ho conosciuto Jerry Hall quando aveva 15 anni e ho sempre amato i suoi fianchi generosi e sensuali. Mi piace la sua pelle, la sua carnagione, i suoi capelli, la sua allure in generale.

E’ la prima volta che la fotografa? State lavorando ad altri progetti insieme a lei?
KL: L'avevo fotografata tanto tempo fa, all'inizio della mia carriera di fotografo e sono sempre rimasto in contatto con lei. Oggi l'ho anche fotografata per la copertina di un libro che parla di lei.

Claudia Schiffer, Christie Turlington e ora Jerry Hall, in cosa queste top model degli anni '80 e '90 sono emblema della femminilità?
KL: Sono donne con una forte personalità. Non si fanno problemi per l'età, la vita o l'evoluzione della moda. E questo è ciò che amo di loro.

Perché vi piace la scrittrice Colette?
KL: Per me, Colette incarna lo scrittore francese e la scrittrice donna "per eccellenza".

Perché vi siete ispirato a "Chéri"? C'erano già dei riferimenti a questo romanzo in “Karl Lagerfeld: 7 Fantasmes of a Woman”. Cosa evoca per voi questo romanzo? Perché avete usato nuovamente questo tema: una donna matura con un uomo più giovane?
KL: Oscar Wilde ha detto: "Amo gli uomini che hanno un futuro e le donne che hanno un passato" (“Il ritratto di Dorian Gray”). E’ l’idea stessa della seduzione qui sintetizzata che mi piace. Quella di un uomo molto giovane affascinato e attratto da tutto ciò che fa una donna: il suo guardaroba, il suo profumo, i suoi movimenti, la sua allure, ecc. ecc.

Per quale motivo/motivi avete scelto Baptiste Giabiconi per "Chéri"?
KL: Nel leggere la prima pagina del libro e la descrizione del personaggio, si capisce che Baptiste è il ritratto di Chéri. E’ anche il modello più promettente al momento.

Dove sono state scattate le foto?
KL: In uno studio, dove abbiamo ricostruito la camera da letto di una donna, una cortigiana.

Che cosa vi offre la fotografia? Per quali ragioni avete scelto questo mezzo di espressione?
KL: Generalmente amo le immagini; amo realizzarle, che si tratti di fotografia, di disegni, di editoria o altro.

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CHÉRI, UN ROMANZO DI COLETTE

Questo romanzo, scritto da Colette nel 1920, fa parte della raccolta letteraria di Karl Lagerfeld. Il libro è una grande fonte d'ispirazione per le foto della campagna Accessori Primavera-Estate 2009, che ritrae una donna (Jerry Hall) e il suo amante molto più giovane (Baptiste Giabiconi). “Chéri” racconta la storia di Lea De Lonval, un’ex cortigiana che, avvicinandosi ai cinquanta, s'innamora di un giovane dandy, Fred Peloux, conosciuto col nome di “Chéri”. Figlio di una ricca cortigiana, questo bel giovane di 25 anni vive circondato e coccolato da eccentriche e liberali demi-mondaines, panorama tipico degli anni venti. Pigro e narcisista, vive sei anni di passione con questa donna affascinante che gli trasmette tutta la sua esperienza. Lui poi la lascia per sposare Edmée, la giovanissima figlia di un ricco amico di sua madre. La passione e la delusione che caratterizzano questa breve storia ritraggono un certo ambiente sociale della Parigi della “Belle Epoque” - un ambiente ben noto a Colette e Mademoiselle Chanel in quegli anni spensierati.

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