CHANEL NEWS

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backstage

Foto: Benoit Peverelli

BACKSTAGE

Sfilata Haute Couture Autunno-Inverno 2015/16

KARL LAGERFELD PARLA DELLA SFILATA

Intervista realizzata da Rebecca Lowthorpe dopo la sfilata Haute Couture Autunno-Inverno 2015/16.

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Foto: Olivier Saillant

MAKING OF DEL DOSSIER STAMPA HAUTE COUTURE

Servizio fotografico realizzato da Karl Lagerfeld a Parigi per la collezione Haute Couture Autunno-Inverno 2015/16.

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Foto: Anne Combaz

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Foto: Anne Combaz

L’HAUTE COUTURE SECONDO CHANEL

All’inizio della sua carriera nel 1909, Gabrielle Chanel vendeva dei semplici cappelli da lei stessa personalizzati e indossati con orgoglio. Aprì la sua prima boutique a Deauville nel 1913, mentre nel 1915 fondò una Maison de couture a Biarritz. Tre anni dopo si trasferì in rue Cambon dove ampliò la sua già celebre serie di completi in jersey. Il suo successo aumentò, così come il prestigio di quello stesso indirizzo, in rue Cambon, che negli anni di vita della sua fondatrice rimase dedicato unicamente alla Haute Couture.

Oggi, sotto la guida di Karl Lagerfeld, la maison Chanel inaugura ogni nuova stagione con una collezione diversa da quella precedente, come se l’intera opera venisse riconcepita di nuovo, a partire da zero. Al di là dell’archittettura degli abiti in sé, i materiali e la maestria degli atelier e dei laboratori dei Métiers d’Art non hanno eguali. L’Haute Couture, espressione della tradizionale esperienza e precisione, visibile fin nei dettagli più minuti, è il terreno di un’innovazione in costante evoluzione. In un lavoro armonico svolto insieme agli atelier e ai Métiers d’Art, come un direttore d’orchestra, Karl Lagerfeld stravolge le destinazioni d’uso, sperimenta nuovi processi e inventa ciò che non è mai esistito. Le materie prime tradizionali si combinano con PVC, lurex, merletti plastificati o neoprene attribuendo agli abiti volumi inediti. In abbinamento ai ricami di perle, cristalli e paillettes, persino il cemento si trasforma in tessuto.

Un tailleur richiede più di 200 ore di lavoro, un abito tra le 300 e le 600 ore, mentre altri capi, come quelli da sposa, possono richiederne anche più di 1000. L’idea di partenza nasce da uno schizzo di Karl Lagerfeld. Il modello, dapprima realizzato sotto forma di tela di cotone, è presentato al suo creatore su di un manichino. Successivamente, seguono la scelta dei tessuti e delle tecniche di confezionamento. All’interno dei due atelier “flou” dedicati alla sartoria, 50 “petite mains” si dedicano alla lavorazione dei tweed, delle lane e delle pelli, mentre altre 50 – distribuite tra due reparti di sartoria “flou” - si occupano dei tessuti più delicati quali tulle, organza, tela, crêpe e merletti. Il tocco finale avviene durante l’ultima prova alla vigilia della sfilata quando, sotto la supervisione dello stesso Karl Lagerfeld, vengono scelti gli accessori per i 60-70 modelli della sfilata, tra gioielli, guanti, cappelli e scarpe.

Dopo lo show, i clienti della Maison sono invitati presso la sede di rue Carbon ad assistere ad una presentazione privata delle creazioni, durante la quale gli abiti vengono adattati in funzione delle loro preferenze e delle loro misure. Per i clienti più fedeli, la Maison mette a disposizione dei manichini con le loro misure, oltre a delle première d'atelier per ogni fase delle prove. L’esperienza che la Maison offre è esclusiva tanto quanto le linee proposte, come suggerisce l’entusiasmo crescente nutrito dalle nuove generazioni di clienti.

Bilanciando moda e innovazione, rispetto e interpretazione dell’eredità Chanel, Karl Lagerfeld rinnova l’Haute Couture in maniera audace, creativa e moderna, proponendo ogni volta una definizione inedita di un’eleganza ideale e contemporanea.

BRUNO PAVLOVSKY, STÉPHANE ASHPOOLE NATHALIE DUFOUR
26ESIMA ÉDIZIONE DELL’ANDAM FASHION AWARD

Ieri a Parigi, il premio francese ANDAM, destinato ai giovani stilisti d’oltralpe, è stato assegnato venerdì al marchio Pigalle Paris e al suo creatore Stéphane Ashpool. 

Gli altri finalisti sono il marchio giapponese Anrealage, lo stilista turco Umit Benan, la maison Pallas Paris e il marchio "Vêtements". Per Bruno Pavlovsky, presidente degli eventi di moda della Maison Chanel e di Paraffection, “i 5 candidati erano molto diversi tra loro, ma tutti accomunati da una grande passione e hanno realizzato delle presentazioni magnifiche. Pigalle è un marchio giovane come lo è il suo fondatore. Una bella realtà piena di entusiasmo e creatività, che incarna il vero senso dell’artigianato, con la quale avremo modo di conoscerci meglio. Pigalle potrà sviluppare i propri prodotti utilizzando il savoir-faire degli atelier Paraffection”. Il vincitore beneficerà per un anno del patrocinio di Bruno Pavlovsky e di un premio in denaro della somma di 250.000 euro.

Stéphane Ashpool lancia Pigalle Paris nell’ottobre 2008, con l’apertura di una boutique avant-garde multibrand nell’omonimo quartiere parigino nel quale è cresciuto e ha fondato un collettivo creativo. Oltre al sostegno dei giovani designer, l’associazione diretta da Pierre Bergé mira a rafforzare l’immagine di una “Parigi capitale del mondo”. Molti dei laureati ANDAM sono diventati degli stilisti di fama, sull’esempio di Martin Margiela, del duo Viktor & Rof o di Christophe Lemaire. Nel 2014, il premio era stato assegnato alla stilista olandese Iris Van Herpen.

www.andam.fr

www.pigalle-paris.com

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