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© Anne Combaz

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© Anne Combaz

LA SFILATA MÉTIERS D’ART
PARIS-NEW YORK 2018/19
BY LAURA BAILEY

New York, la città in cui sogni e ricordi si fondono in un’alchimia unica ispirando un tempo la visione rivoluzionaria di Gabrielle Chanel e il genio vibrante di Karl Lagerfeld oggi, è la collocazione naturale per celebrare le storiche tradizioni artigianali e la futuristica e sensuale libertà al cuore della Maison Chanel.

I miei viaggi a Manhattan sono sempre emozionanti - città dei miei vent’anni e culla della nascita della mia famiglia moderna. Ora, da turista, assaporo l’opportunità di visitarla e riscoprirne i segreti.

Percorrendo il tragitto sinuoso che conduce al Metropolitan Museum, lo spirito della città cambia la sua fisionomia. Un brivido colmo di adrenalina promette scintille mentre mi appresto a salire i leggendari gradini del museo.

Gli amici si avvicinano nella penombra, quando ad un tratto il silenzio lentamente cala come per effetto di un antico incantesimo nel momento in cui la folla internazionale percorre le sale egizie decorate di affreschi per raggiungere la Grande Sala del Tempio di Dendur. Costruito nel 15 A.C. durante l’impero di Augusto, il tempio troneggia al MET da oltre cinquant’anni e la sua imponenza risalta grazie alla vasta vetrata dell’ala Sackler che si affaccia su Central Park. In questo spettacolo complesso la natura veste i panni di un nuovo personaggio, alla quale la città stessa presta orecchio con discrezione, attraverso l’eco e l’ombra delle silhouette che sfilano una ad una.

Il Tempio, dedicato originariamente al culto della dea Iside, funge da teatro alla sfilata dei Métiers d’Art CHANEL, la sedicesima in una celebrazione annuale di metà inverno dedicata al patrimonio dell’artigianato, che coinvolge ricamatori, orafi, artigiani della calzatura e la fruttuosa collaborazione con la Maison CHANEL. Il set è una perfetta fusione tra design urbano moderno e antico semplificato, che ospita un’eredità di culto e meraviglia.

Paris-New York: i codici classici di CHANEL si intersecano con il labirinto dei geroglifici di Iside, aventi per simbolo il sole e gli animali, valorizzati da oro incandescente. Maglia grafica e skater in doppio denim sfilano al seguito di abiti da dea a righe color sabbia adornati da spettacolari colletti e polsini metallici degni di una Bond girl. Lucia Pica, Global Creative Make-up and Color Designer di CHANEL, accentua la bellezza sovrannaturale di Adesuwa, di Kaia Gerber e delle altre protagoniste del nuovo esercito di modelle di Lagerfeld, con un eyeliner nei colori del bianco o del blu marine che si riflette nei lucenti bijoux.

L’immortalità era un’ossessione per gli antichi egizi. Le moderne sirene guerriere di Karl Lagerfeld che percorrono il Met invocano gli antichi spiriti con lo sguardo fisso sul futuro e la stessa determinazione con la quale Gabrielle Chanel s’imbarcò sulla nave per gli Stati Uniti nel 1931 per intraprendere una storia d’amore infinita con Manhattan, come evocato da Scott Fitzgerld “nella sua iniziale selvaggia promessa di tutto il mistero e di tutta la bellezza del mondo” nel sogno americano del Grande Gatsby.

Affiancato dalla direttrice dello studio Virginie Viard, Lagerfeld conduce il MET in una danza moderna che celebra gli eterni Métiers d’Art, guardando al passato con riverenza, audacia e maestria. Calore e polvere in una divampante gloria dorata. Il seguito si svolgerà nel parco protraendosi fino a tardi nella notte newyorkese.
 

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#CHANELinNYC

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