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SFILATA PRÊT-À-PORTER
BY ELISABETH QUIN

Immaginate il Grand Palais trasformato in un paesaggio post apocalittico, in un dipinto a grandezza naturale di Anselm Kiefer o in una visione delirante di Michel Houellebecq nel suo periodo Lanzarote.

Sabbia nera sparsa sul pavimento e assi di legno grezzo come passerella. Alberi scheletrici, simili ad ombre, fanno da scenografia alla sfilata. Nuvole di fumo salgono dal pavimento: tutto è molto suggestivo e inquietante... Grandioso, come le due scatole giganti da cui escono le modelle, simili ad ombre cinesi, illuminate da una luce bianca, così splendente da sembrare vestite con una tuta anti-radiazioni.

Non vi è nulla di languido, romantico, dolce nella collezione Prêt-à-Porter Autunno-Inverno 2011/2 proposta da Karl Lagerfeld. Nulla di tenero o rassicurante. È invece una collezione radicale, grunge, anti-borghese.
Una silhouette sovversiva che dalla strada, dal rock, dalla vita notturna attinge tutto ciò che è duro e ostile e lo trasforma in “insolent chic”, in guerriero, in una figura androgina super sexy. Una silhouette la cui eleganza si allontana dall’idea di classicismo e dalla concezione di una donna che ancheggia e porta tacchi alti. Sono proprio le donne capaci di giocare con gli archetipi del maschile e del femminile che indosseranno questi abiti.

Accessorio emblematico della collezione sono i “Rangers”, gli stivali usati dai soldati americani nel 1944 e da tutti i militari negli ultimi cinquant’anni. Questi stivali sono per Chanel il tocco finale che completa brillantemente quasi tutti gli abiti, sia che si tratti di una mantella di rete metallica argentata, di una giacca in tweed con un motivo “pied de poule” indossata su pantaloni di lana, di un audace abbinamento quale un miniabito di pizzo nero e un piumino matelassé indossati con dei leggings grigio scuro che svaniscono dentro “écharpes de cheville”!

Un’altra insolita combinazione è formata da splendidi mini-bolero in tweed con bottoni bijoux indossati sopra giacche nere molto austere, pantaloni di lana grigio antracite e pesanti calzature verde bronzo. Oppure la sontuosa giacca “bleu canard” interamente ricoperta di paillette che dona un “je-ne-sais-quoi” lussuosamente informale ad un paio di pantaloni neri alla giapponese, indossati con un paio di “Rangers” in contrasto con l’effetto generale.

L’idea è di rompere con le tendenze di stile e cogliere gli spettatori di sorpresa... in altre parole, mantenere uno stato di rivoluzione permanente. Le tute, altro simbolo di questa collezione, si sono rivelate un vero e proprio colpo di fulmine: sembrano pensate appositamente per le piste da sci, per la campagna o per la città. La nostra preferita è indossata da Caroline de Maigret: nera e ricoperta di paillette, diventa molto sensuale grazie ad alcune zip sulle spalle e sul décolleté.
Non era mai successo prima che una collezione Prêt-à-Porter di Chanel presentasse tanti richiami al mondo del lavoro e alla strada. Ci hanno colpito anche le maglie e i due lunghi abiti “grungy-chic”, comodi e rassicuranti, nei toni del grigio melange con bottoni bijoux, indossati sui “Rangers” Chanel.

Piccole borse rotonde, nere o bianche, sono portate sul dorso nella mano, come “tirapugni”. Qua e là si intravede una caviglia scoperta che valorizza pantaloni larghi con revers. Le tute da sera sono più sofisticate grazie a pizzi e motivi traforati che creano un gioco di vedo/non vedo, regola fondamentale nell’arte della seduzione.
Una silhouette decisamente anti-borghese quella che trionfa in questa collezione e che sorprende per la sua personalità, il suo spirito rock e la sua allure.

Guarda l’intera sfilata su chanel.com

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