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LA SFILATA PARIS-BYZANCE
BY ELISABETH QUIN

Una serata di neve e pioggia quella del 7 dicembre 2010 a Parigi. Dopo aver attraversato il cancello nero in ferro battuto al 31 di rue Cambon, saliamo le scale fino al salone Couture ed entriamo in un luogo magico che ci riporta indietro nel tempo, a 15 secoli prima, sulle rive del Bosforo, nel cuore dell'Impero Bizantino. Siamo stati trasportati al tempo quando Costantinopoli non era ancora chiamata Istanbul, ma la Sublime Porta tra Oriente e Occidente! Le pareti sono ricoperte di paillettes bruno-dorate, lanterne orientali diffondono una tenue luce sensuale come in un harem ed in quest'atmosfera ovattata si ha la tentazione di abbandonarsi sui soffici divani, ricoperti di cuscini dipinti a mano. Turkish Delight... Parigi sembra così lontana... Ed ecco che si sente lo splendido, ironico suono senza tempo delle monete in un registratore di cassa del brano “Money” dei Pink Floyd, tratto dall'album “The Dark Side of the Moon”. L'umorismo di Karl Lagerfeld colpisce ancora. La sfilata ha inizio...
Cappotti aderenti in tweed nero, ricamati con fili d'oro, cuissardes bicolore, bianchi e neri, giacche sartoriali, pantaloni di raso, affusolati e stretti come una seconda pelle: la donna che sfila in passerella e che si moltiplica davanti ai nostri occhi sotto le volute psichedeliche dei Pink Floyd è inquietante nella sua elegante androginia. È l'opposto di tutti i cliché orientali evocati dai nomi Bisanzio e Istanbul.
Se fosse una sultana, avrebbe le ali ai piedi (indosserebbe sandali raso terra decorati con arabeschi), i suoi fianchi sarebbero stretti, la vita sarebbe sottile, indosserebbe piccole gonne sartoriali abbinate a vistose giacche da sera ricamate. La nostra donna immagina di essere una sultana, solo per un giorno o solo per una notte, non è il suo destino ma solo un gioco….
Gli accessori sono stravaganti nelle rifiniture, borse 2.55 impreziosite dai ricami di Lesage, piccole borse rigide, che ricordano teiere cinesi, sono decorate con pietre preziose, il taglio rigoroso degli abiti è sottilmente valorizzato dall’opulenza dei corsetti.
Poi sfilano le tuniche da Maharani, le pantofole di raso rosso con tacchi-gioiello, un rigoroso vestito nero con un colletto di raso bianco, una gonna di pelle nera abbinata ad una giacca con maniche a tre quarti, abiti in tweed bordeaux, marron glace, avena, oro antico, manicotti trapuntati, color bronzo... Il savoir-faire degli artigiani! Eteree variazioni sul tema del mosaico, simbolo dell’arte Bizantina!
Rimaniamo colpiti dai pantaloni modello harem color verde smeraldo, indossati bassi, sui fianchi, o larghi, e dal modello in velluto a coste con il suo aspetto "hippie de luxe"... infatti, tutti gli stili d'Oriente e del Sud hanno ispirato questa collezione, da Pierre Loti a Giustiniano il Grande ed anche Talitha Getty a Marrakech agli inizi degli anni '70, quando all'improvviso sfila un sublime abito da sera in voile traforato e ricamato... le modelle si muovono con una nonchalance quasi surreale... una tunica bianca e nera, che richiama le Crociate, è abbinata ad una giacca da sera rivestita di paillettes dorate, indossata aperta, nella sua innocente bellezza, perché questo tipo di lusso è tutt'altro che ostentato, è “mat”, come si dice dell’oro o di una superficie…
Ed infine appare Freja Beha per l'ultima uscita, indossa un lungo ieratico mantello nero, allure stravagante, tessuti preziosi, voile, pizzi, ricami, ci sembra quasi di scorgere l'imperatrice di Costantinopoli, Teodora, che Karl Lagerfeld vide raffigurata in uno dei mosaici della Basilica di San Vitale a Ravenna E che subito lo colpì.

Foto: Olivier Saillant

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