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MOSCA ATTRAVERSO LO SGUARDO DI MICHEL GAUBERT, SOUND-STYLIST PER CHANEL

Due settimane fa, Mosca era pronta ad accoglierci. Cielo blu, sole splendente, compagni in piedi sull'attenti; Leonid ha fatto in modo che evitassi un colpo di sole prestandomi il berretto.

Una Mosca inedita: l'incontro tra Chanel e la Russia al Teatro Maly, uno splendido scenario dell'epoca zarista, trasformato in un cinema, per la proiezione del film di Karl Lagerfeld, "Coco 1913 - Chanel 1923". La proiezione è stata seguita da un cabaret con Maria, Anabela, Irina, Sasha, Angelika, Tatiana, Natasha e Vlada; la lettera A che sfila sulla passerella al suono della gigante balalaika del Terem Quartet.

Sempre all’insegna degli zar, il giorno seguente è iniziato con una visita alla Piazza Rossa ed alla cattedrale di San Basilio, le cui cupole a cipolla sono un’esplosione di colori e motivi psichedelici, lasciando spazio all'immaginazione per fantasticare sulla loro origine.

Tutto cambia alla stazione della metropolitana Mayakovskaya dove abbiamo contemplato l'architettura art deco e gli iconici mosaici glamour che inneggiano al lavoro, allo sport e alla forza del popolo come uno sfondo al cielo stellato. Senza alcun dubbio, i mosaici hanno influenzato i cartoni animati e l'immaginario americano degli anni Trenta.

Nel film "Coco 1913 - Chanel 1923", il granduca Dimitri non pensava nulla del costruttivismo russo: non conosceva il Garage Bakhmetevsky, il centro d'arte moderna di Mosca, la cui facciata avrebbe fatto impallidire il grafico di Franz Ferdinand.

Al parco VDNK, il museo Cosmos punta verso il cielo come un razzo su una rampa di lancio; la sua varietà di sculture a basso rilievo che rappresentano idoli del cosmo ricorda Frankie Goes To Hollywood, l'era ZTT.

Ritornati sulla terra, non c'è alcun dubbio che qui siamo nell'America dell’Est, le belle ragazze di Mosca hanno scambiato le loro falci con ciglia finte, la musica techno russa viene diffusa dalla radio, ma la piazza è ancora Rossa: è esilarante!

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